Pane fatto con gli scarti del rinfresco della pasta madre

Chi, come me, si sta avvicinando al “culto” della pasta madre, sarà sicuramente dispiaciuto dal fatto di dover buttare lo scarto del rinfresco qualora questo non avvenga contestualmente alla panificazione. Così, curiosando nel web, ho trovato una ricetta per il pane fatto con gli scarti di p.m. (che ho modificato).

ngredienti:

500 gr. di scarti di p.m.
250 gr. di semola rimacinata di grano duro
250 gr. di farina “0” o manitoba (ancora meglio)
250 gr. di acqua
2 cucchiaini di zucchero grezzo di canna
2 cucchiaini di sale
3 cucchiai di olio e.v.o.
Procedimento:
in pratica si fa un “gran rinfresco” che diventa così il nostro impasto!!! In un contenitore grande abbastanza ho sciolto bene la p.m. con l’acqua, ottenendo un composto cremoso; ho aggiunto lo zucchero, l’olio ed ho mescolato ancora; ho versato poi la miscela delle due farine suddette insieme al sale amalgamando bene; ho trasferito l’impasto sul piano da lavoro della cucina infarinato e l’ho lavorato a lungo con le mani; l’ho poi allungato leggermente, piegato a tre (non è una regola) e messo nel contenitore ben coperto per la prima fase di lievitazione che è durata circa 2 ore.Ho poi ripreso l’impasto, lavorato leggermente, dato la forma e riposto sulla teglia infarinata con semola grossa di mais per la seconda fase di lievitazione, durata fino al raddoppio del volume. Ho acceso il forno a 250 gradi, ponendo la griglia in basso e con un pentolino d’acqua all’interno (anche questa non è una regola).Raggiunta la temperatura desiderata ho infornato e abbassato a 220 gradi per 20 minuti, poi a 180 gradi fino a termine di cottura, durata in totale circa un’ora. Finita la cottura ho estratto il pane, verificato il buon esito della stessa e lasciato raffreddare sulla griglia. Crosta croccantissima. Una volta raffreddato, ho tagliato il pane, ansioso ed incuriosito per la qualità della mollica e per il sapore: mollica ben alveolata ed elastica, gusto ottimo, gradevole e non eccessivamente acido.

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