I semi

L’aggiunta di semi al pane, lo rendono più gustoso, sfizioso, integrandolo, nel contempo, di preziosi nutrienti, proteine nobili, acidi grassi essenziali, sali minerali, vitamine.
Cito alcuni semi che possono essere aggiunti alla pasta per il pane.

Semi di lino. Nel pane, hanno un aroma gradevolissimo e nello stesso tempo neutro, adatti quindi per tutti i tipi di pane e companatico. Esistono in commercio i semi di lino scuri e quelli dorati. Meglio usarli insieme per beneficiare di tutte le rispettive proprietà. Molti lasciano ammorbidire questi semi in acqua per 2-3 ore prima di aggiungerli all’impasto. Vi assicuro che questa pratica non è necessaria.
Semi di sesamo. È un rito aggiungerli al pane di grano duro o al pane rosso fatto con la polpa pronta di pomodoro. Ho notato, però, che dopo 3-4 giorni il sesamo inizia ad assumere un sapore poco gradevole, evidentemente irrancidisce facilmente.
Semi di papavero. Inizialmente li ho usati, poi ho smesso perché bisogna considerare che i semi dei nostri papaveri (Papaver rhoeas) contengono morfina, seppur in concentrazioni minori di quello esotico da oppio (Papaver somniferum o Soporiferum). Tuttavia è quasi impossibile stabilire ad occhio se i semi che si trovano in commercio per uso alimentare provengano dal comune papavero rosso o da quello da oppio e sulle confezioni non è specificato.
Semi di girasole. Buonissimi e salutari, semplicemente.
Semi di finocchio. Ottimi per condire pane da tostare per zuppe di legumi, salumi, bruschette.
Semi di miglio. Buoni, nutrienti e “croccantini” se usati secchi. Alcuni consigliano quindi di lessarli prima di aggiungerli all’impasto.
Semi di zucca. Ricchi di principi attivi e gusto.

I semi più grossi li aggiungo quando la macchina del pane mi segnala con il “bip”, mentre quelli più piccoli li mescolo insieme alla farina. Io ne aggiungo 70 grammi per ogni pagnotta di circa 1200 grammi.

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